L’induction: piccolo manuale di sopravvivenza al vostro primo giorno di lavoro.

Ce l’avete fatta. Avete superato l’interview e vi hanno comunicato l’assunzione.
Avete inoltrato la documentazione necessaria allo Human Resources, l’Ufficio per le risorse umane.
Avete iniziato la lunga procedura di registrazione all’NMC od avete già il vostro PIN number.
Il vostro primo giorno di lavoro nel Regno Unito si sta avvicinando.

E non avete alcuna idea di cosa aspettarvi…

Questa è una piccola guida per orientarvi meglio nei primi giorni di lavoro.
Fate buon uso dei primi giorni, cercate di risolvere tutte le questioni burocratiche aperte e di sciogliere ogni dubbio, perché poi ci si aspetta che in breve tempo siate pienamente operativi.

La divisa. Nelle settimane precedenti riceverete sicuramente una email, nella quale vi verrà chiesto di fornire le vostre misure corporee, necessarie a confezionare la divisa.
Sarà il vostro primo approccio con le bizzarre unità di misura anglosassoni, che ancora calcolano distanze e lunghezze impiegando “miglia”, “pollici” e “piedi” ed utilizzano unità di misura alternative anche per le scarpe (che non vi saranno fornite!) e l’abbigliamento.
Nella mail saranno molto gentili e comprensivi ed includeranno anche una tabella comparativa.
A quel punto farete del vostro meglio per fornire misure accurate.
Dopodiché attenderete mediamente dalle 4 alle 6 settimane, per ricevere una divisa di tessuto pesante e pruriginoso, che sarà sempre troppo larga o troppo stretta.
Ammesso che vi arrivi in tempo, perché esiste una concreta probabilità che copriate i vostri primi turni indossando una scrub, la divisa monouso del personale di sala operatoria, perché quella definitiva non è ancora pronta.
Piccola parentesi per le lettrici: oltre ai pantaloni, le infermiere britanniche indossano ancora il dress, il vestito lungo con la gonna. Decidete voi se fa o meno al caso vostro.

La gerarchia. La gerarchia infermieristica in UK è parecchio complessa.
Mentre in Italia individuare il coordinatore è impresa semplice, in Gran Bretagna, tra sister, nurse in charge, ward manager e matron, potrete fare fatica a capire chi coordini la vostra unità operativa e soprattutto a chi dobbiate rivolgervi per qualunque necessità.
Io stesso ho impiegato alcuni mesi a comprendere la linea di comando.

Vi fornisco un breve riassunto, in ordine di responsabilità crescente:

  • Deputy Sister o Sister: indica genericamente un’infermiera esperta, dalla band 6 in su;
  • Nurse in Charge: è una figura con funzioni di coordinamento, permanenti o temporanee (si può essere nurse in charge per un solo shift);
  • Line/Ward Manager: è paragonabile al nostro Coordinatore infermieristico;
  • Matron: è un coordinatore dipartimentale;
  • Nurse Manager: è equivalente al nostro Dirigente infermieristico.

Se il quadro vi appare complesso già in questa sintesi, figuriamoci nella realtà, dove peraltro a divise di colore diverso corrispondono ruoli diversi. Vi invito perciò a seguire questo consiglio: presentatevi in reparto – anche senza preavviso – alcuni giorni prima e chiedete di conoscere il nurse in charge. Non solo sarà considerato come un segnale di entusiasmo e proattività, ma eviterete quella misteriosa combinazione astronomica, per cui i manager sono in ferie proprio quando dovete iniziare.

Scartoffie, preamboli e induction. Le scartoffie da compilare sono parecchie. Ma tranquilli, avete un po’ di tempo. Il vostro primo giorno di lavoro difficilmente coinciderà con l’ingresso in reparto.

La firma del contratto di lavoro e la compilazione di documenti per la destinazione dei contributi previdenziali precederanno un incontro con uno dei boss della struttura, soprattutto se siete parte di un programma di reclutamento overseas.
Verrete poi accompagnati presso l’Occupational Health (la nostra medicina del lavoro) per il controllo delle vaccinazioni ed un prelievo ematico.
Vi scatteranno infine una foto a tradimento e vi consegneranno il badge che vi identificherà per gli anni a venire.
Scoprirete che perfino sulla patente siete venuti più fotogenici. Pazienza.

I Trust meglio organizzati vi consegneranno anche indicazioni per l’apertura di un conto corrente bancario ed un foglio con la timetable, l’agenda dei corsi – obbligatori e non – che compongono la vostra induction, la fase di orientamento.

L’induction. Si tratta di training obbligatori (mandatory) di breve durata, per la maggior parte dei quali dovrete poi effettuare refresh a cadenza annuale:

  • fire safety (prevenzione antincendio e gestione dei relativi presidi);
  • moving and handling, (movimentazione di oggetti e pazienti);
  • information governance (incentrato sulla gestione dei dati personali dei pazienti);
  • conflicts resolution (gestione dei conflitti attraverso tecniche di comunicazione e di difesa personale);
  • safeguarding adults and children (procedure per segnalare ai servizi sociali situazioni che richiedono specifica tutela).

Di solito tutti questi training vengono eseguiti in un giorno o due, tutti insieme. E’ di solito noiosissimo, ma avrete occasioni per chiacchierare un po’ con altri eventuali neoassunti.

L’elenco dei training non è esaustivo e può comprendere anche training su phlebotomy e cannulation, vale a dire esecuzione dei prelievi ematici ed incannulamento.

Infatti queste procedure, come molte altre, non vengono insegnate durante il corso universitario ed è richiesto un training aggiuntivo (più una serie di attività sotto supervisione) per ottenere l’abilitazione ad effettuarle.
Ciò significa che un infermiere italiano, abituato ad eseguire prelievi ad occhi chiusi già durante il tirocinio, non può fare la stessa cosa nel Regno Unito, a meno che non abbia “superato” il training.
Una bizzarria che suscita perplessità ed ilarità in molti degli infermieri italiani ed europei.

I primi shift. Per le prime 2/4 settimane la vostra “rota”, cioè la turnazione, non coinciderà mai con quella definitiva. Lavorerete di giorno e dal lunedì al venerdì e sarete considerati “supernumerary” (in soprannumero), venendo affiancati ad un infermiere esperto.
Osserverete molto e farete molto poco, poiché lo scopo principale sarà quello di prendere confidenza con i ritmi di reparto.

Godetevi questo periodo di ambientamento e traetene il massimo profitto, focalizzandovi sull’apprendimento di alcuni aspetti essenziali della routine di un ambiente di lavoro:

  • localizzare presidi (specie quelli di emergenza) e materiali vari;
  • abituarsi all’inglese parlato ed all’accento, talvolta marcato, di pazienti e colleghi;
  • memorizzare gli acronimi in uso nella vostra unità.
    Gli anglosassoni hanno una insana passione per gli acronimi, non solo in ambito clinico. Ogni branca della medicina ne è dotata di un lungo elenco.
    Ciò crea innumerevoli difficoltà di comunicazione, perciò fatevene spiegare ed imparatene il più possibile, non appena arrivati.

Abituati alla realtà italiana, dopo alcuni giorni cercherete immediatamente di rendervi autonomi, ma non abbiate fretta. I giorni da “supernumerary” servono appunto per permettere al neoassunto di orientarsi, in modo da essere prepararato per quando prenderà servizio effettivo. Pertanto in quei giorni non sarete caricati di grandi aspettative, sarete supportati dai vostri colleghi e soprattutto non sarete i soli responsabili dell’assistenza ai pazienti.
Concentratevi ad applicare il vecchio motto: impara l’arte e mettila da parte!
Luigi D’Onofrio
Italian Nurses Society

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