Fabio Caroprese, Emergency Medicine Nurse Practitioner.

Fabio Caroprese: come si diventa Advanced Nurse Practitioner

Quella dell’Advanced Nurse Practitioner (ANP), spesso abbreviata in nurse practitioner, è una figura infermieristica specializzata sconosciuta al sistema sanitario nazionale italiano.

Anche perché, per le sue competenze cliniche, educative e soprattutto diagnostiche potrebbe non essere ben visto dalla classe medica, o anche addirittura dagli altri colleghi.

Nel Regno Unito, invece, diversi anni dopo la sua introduzione, il practitioner si inserisce perfettamente nell’ingranaggio del sistema sanitario, partecipando in maniera autonoma e cooperativa nell’erogazione dell’assistenza.

Chi è il Nurse Practitioner?

Il Royal College of Nursing (RCN) lo definisce come il professionista che opera ad un “avanzato livello di pratica infermieristica” e che abbia completato il master in “advanced practice”.

E’ quindi in possesso di conoscenze e skills avanzati, che gli consentono di eseguire l’anamnesi, la diagnosi ed il trattamento del paziente, in modo autonomo e indipendente rispetto alla figura medica.

Il livello di “pratica avanzata“ si esplica dimostrando competenza nei contesti descritti dai “four pillars of advanced practice”:

  • pratica clinica;
  • formazione;
  • leadership e management;
  • ricerca.

I professionisti che vogliono avventurarsi nella carriera da Advanced Nurse Practitioner devono attendersi a specifici standards:

  • essere registrati con l’NMC;
  • essere in regola con la revalidation triennale;
  • possedere un titolo accademico pari ad un master;
  • ricoprire un ruolo lavorativo (Job Plan) che ne dimostri l’avanzato livello di pratica (il titolo accademico non garantisce di per sé la possibilità di esercitare questo ruolo!);
  • esercitare la propria professione mostrando competenze nell’ambito dei four pillars suddetti;
  • essere un independent prescriber, cioè completato un corso che abilita alla prescrizione di farmaci in maniera indipendente;
  • essere in grado di dimostrare di lavorare in maniera autonoma;
  • avere completato il credentialing process (il processo di assessment e legittimazione che consente di conseguire formalmente il titolo di Advanced Nurse Practitioner);

Passiamo dalla teoria alla pratica, basata sulla mia esperienza personale.

Il percorso per diventare nurse practitioner è lungo e laborioso, ma altamente gratificante sul piano lavorativo.

Come si diventa Advanced Nurse Practitioner?

Serve un master in Advanced Clinical Practice, per cominciare. Ci sono vari indirizzi e corsi di studio.

Il titolo accademico può ottenersi completando diversi moduli teorici, oppure seguendo pathways predefiniti. In ogni caso, serve acquisire 180 crediti formativi.

I moduli essenziali da superare sono “Physical Assessment” e “Clinical Decision Making” (possono essere chiamati in modi diversi da università diverse).

Inoltre, serve ottenere il titolo di independent prescriber.

L’approccio logico fondamentale che deve caratterizzare lo svolgimento del master consiste nel focalizzarsi sull’area specialistica nella quale si è interessati a progredire.

Personalmente, scelsi un percorso flessibile che si potesse adattare alla mia pratica professionale. Iniziai completando il “Postgraduate Certificate” (o PG Cert) come Emergency Nurse Practitioner. Il corso, di durata annuale, incorporava i due moduli precedentemente citati.

Successivamente o contemporaneamente all’attività didattica è necessario ricoprire in un contesto lavorativo il ruolo di nurse practitioner, mostrando adeguate capacità cliniche e diagnostiche.

È per questa ragione che ho iniziato da Emergency Nurse Practitioner, e poi mi sono spostato in un “nurse led ward”, cioè in un reparto a gestione infermieristica, nel quale sostituivo quasi interamente la figura medica. Proprio in questo contesto, ho imparato molto su una delle caratteristiche essenziali dell’Advanced Nurse Practitioner: l’autonomia.

Una volta completato il master ed ottenuta una posizione lavorativa “autonoma”, si procede al credentialing, che può essere completato con lo stesso Trust, oppure con enti riconosciuti in ambito professionale, come l’RCN.

Avendo deciso di specializzarmi nella medicina di emergenza adulta e pediatrica, ho scelto di effettuare il mio processo di credentialing con l’RCEM (Royal College of Emergency Medicine).

Sebbene molto autonoma, la specializzazione da practitioner è soggetta ad alcune limitazioni, in quanto vi sono competenze che rimangono prettamente mediche!

L’azione regolatoria del nurse practitioner rimane fortemente influenzata da local policies, cioè dai protocolli locali, oltre che dal corpo regolatore con il quale si conclude il credentialing process (nel mio caso particolare, le limitazioni sono dettate dall’RCEM e dal Trust per il quale lavoro).

Da ultimo – ma non meno importante – anche l’Advanced nurse Practitioner deve esercitare entro gli standard di pratica e condotta dettati dall’NMC.

Fabio Caroprese,

Emergency Medicine Nurse Practitioner,

Aneurin Bevan Health Board.

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