Medicine: Wellcome Galleries: la più grande esposizione al mondo dedicata alla medicina.

Lo Science Museum di Londra ospita da qualche mese, al primo piano, la “Medicine: Wellcome Galleries”.

Si tratta dell’esposizione permanente dedicata alla scienza medica più grande al mondo. Per tutti gli amanti del genere ed i semplici curiosi è una visita imperdibile; sconsiglio di andare nel weekend o durante un periodo festivo, a meno che non abbiate altra scelta. 

Ho realizzato una breve galleria fotografica, presentando alcuni degli oggetti più interessanti. 

Veduta dello Science Museum dalla ringhiera del primo piano, dove è ospitata l’esposizione.
La scultura gigante all’ingresso dell’esposizione. Raffigura l’artista canadese Rick Genest, noto come “Zombie boy” per i suoi tatuaggi.

Disegno dell’Ottocento raffigurante un furto di cadavere, pronto per essere rivenduto a professori universitari per le loro lezioni di anatomia. Capitava talora che i corpi scarseggiassero, per cui i criminali provvedevano a procurarsene direttamente di nuovi, uccidendo vagabondi ed altri derelitti.
Tavola per autopsie degli anni Cinquanta.
Sala operatoria degli anni Ottanta/Novanta.
Campione di muffa di penicillium, da cui poi si ricavò la penicillina. Fu donato da Alexander Fleming ad un collega, che decise di conservarlo.
Elettrocardiografo degli anni Trenta.
L’antica farmacia ricostruita all’interno dell’esposizione.
Un polmone d’acciaio.
Manichino bariatrico, impiegato per esercitazioni di emergenza.

Bicicletta utilizzata dai paramedics inglesi. È la prima al mondo nel suo genere.
Modellino di un ospedale inglese. È stato realizzato dal King’s Fund nel 1932.
Veduta dell’interno di una stanza imbottita, usata per il confinamento di pazienti psichiatrici in agitazione psicomotoria.
Macchinario per la dialisi domiciliare del 1966. La realizzazione fu commissionata da una paziente, Moreen Lewis, che non era stata ammessa al trattamento ospedaliero. La donna finanziò di tasca propria le 7.000 sterline necessarie alla sua realizzazione e fu anche istruita ad effettuare riparazioni di emergenza. Grazie a questo macchinario, rimase in vita per nove anni.
Manifestazioni di campagne pubblicitarie per la promozione della salute. Alcune di queste sono provocatorie. Altre oggi susciterebbero feroci polemiche. “Normal people don’t need drugs“: in che senso??

Nel suo complesso, l’esposizione è davvero notevole ed ospita alcune perle. Tuttavia il filo logico appare a tratti vago e confuso, perché i cimeli non sono esposti secondo un ordine cronologico o di altro tipo. Discutibili poi le scelte di lasciare fuori dalla mostra alcuni reperti già presenti da tempo nel museo (come un MRI del 1971, ospitato al piano terra) e di inserire una sezione dedicata ai rapporti tra la medicina e la religione: ce n’era davvero bisogno?

Esposizione di ex voto, realizzati dai Cristiani per esprimere gratitudine per la guarigione da una malattia.
Statuette di divinità da tutto il mondo.

Luigi D’Onofrio

Italian Nurses Society

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