Nuova legge sulle aggressioni al personale sanitario: prima condanna in UK.

Mark Gallagher, 42enne di Hull, si trovava lo scorso 16 Febbraio in un cubicolo del Pronto Soccorso del locale ospedale, il Royal Infirmary, a seguito di un trauma cranico, occorsogli per una caduta durante una bevuta fra amici.

Insomma, uno dei tanti episodi di infortuni causati dallo stato di ebbrezza.

Ancora annebbiato dai fumi dell’alcool, Mark decideva però, ad un tratto, di alzarsi dal letto, recarsi dall’infermiera che si trovava nella stanzetta adiacente, spingerla e strattonarla per i polsi.

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Il Royal Hull Infirmary.

Trascinato in tribunale, il molesto ubriaco è stato condannato, nei giorni scorsi, a due mesi di coprifuoco notturno, 12 mesi di lavori socialmente utili, 450 sterline di risarcimento danni ed altre 170 a titolo di pagamento delle spese processuali.

Cosa c’è di nuovo in questa ennesima storia di aggressione al personale sanitario, una piaga che affligge tanto l’Italia, quanto il Regno Unito?

Semplice: il Gallagher, che si è comunque dichiarato pentito del gesto, è la prima persona ad essere condannata in base al nuovo Assaults of Emergency Workers (Offences) Act, entrato in vigore a Novembre 2018.

La normativa, invocata a furor di popolo attraverso una trasmissione radiofonica della popolare stazione LBC, condotta da un famoso speaker italo-britannico (Nick Ferrari), ha aggravato le sanzioni penali nei confronti di chi aggredisce o causa lesioni agli emergency workers – tra cui poliziotti e professionisti sanitari – nell’esercizio delle loro funzioni, prevedendo la reclusione fino a 12 mesi, oppure una multa, oppure entrambe le sanzioni.

La nuova legge sta lentamente iniziando a svolgere la tanto attesa opera deterrente di attacchi sempre più frequenti, anche grazie allo spirito di iniziativa dei Trust inglesi.

Lo stesso Hull Royal Infirmary, infatti, ha da qualche tempo intrapreso una attività di collaborazione con la polizia locale (l’Humberside Police), denominata Operation Victor.

Tutti coloro che si macchiano di attacchi a medici, infermieri ed altri professionisti dell’ospedale, vengono perciò sistematicamente denunciati dal Trust e trascinati davanti al giudice.

Un esempio brillante e di auspicabile realizzazione, anche nel travagliato contesto della sanità italiana.

Luigi D’Onofrio
Italian Nurses Society

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